Di: Paolo Marsich

Editore: Oscar Mondadori

Anno: 2016 (nuova edizione)

Prezzo di copertina: € 7,00 (circa)

 

 


Di libri e di corsi di comunicazione se ne trovano sul mercato a centinaia. Essere in grado di comunicare, e di persuadere (nel senso positivo del termine) sia in pubblico sia in incontri one-to-one, è divenuto aspetto cruciale per una molteplicità di professionisti, consulenti finanziari in testa. Sebbene la parola “comunicazione” suoni molto moderna, non deve sorprendere che fin dall’antichità diversi approfondimenti e ragionamenti sul come comunicare siano stati sviluppati da filosofi, scrittori, oratori, politici. Tra questi, Cicerone ricopre sicuramente un indiscutibile ruolo di magister e teorizzatore di modelli di comunicazione finalizzati al perfezionamento del discorso persuasivo di tipo politico e giudiziario.
Il libro, a cura di Paolo Marsich, raccoglie e sintetizza i passaggi cruciali dell’Arte di comunicare secondo Cicerone, scomponendo tale ars nelle sue cinque parti fondamentali: l’invenio, cioè la capacità di reperire argomenti per impostare un discorso, la dispositio e la elocutio, ovvero la capacità di organizzare tali argomenti ed esprimerli in termini adeguati. Seguono poi la memoria e, soprattutto, la actio o declamazione, che consiste nella eloquenza del corpo (una sorta di PNL ante litteram)
Tra i suggerimenti più arguti e curiosi ritroviamo i seguenti:
•    come sostenere la propria tesi: …. è opportuno basarsi su ciò che vi è di buono nella tesi, abbellirlo e ampliarlo; bisogna soffermarsi, indugiare e insistere sugli elementi positivi e, parallelamente, evitare quelli negativi e sfavorevoli, senza tuttavia dare l’impressione di sfuggire ad essi…
•    il ricorso alla comicità: … vi sono due modi di utilizzare la comicità, uno distribuito equamente lungo tutto il discorso, l’altro pungente e concentrato. Dagli antichi sono stati definiti ironia il primo, battuta il secondo
•    evitare gli eccessi: ….le cose che inizialmente raggiungono e colpiscono in modo assai piacevole i nostri sensi, con altrettanta rapidità ci procurano noia e perfino disgusto. In tutte le cose, dunque, il fastidio è assai prossimo al piacere.
•    La gestualità: … il movimento delle mani deve essere meno espressivo, con le dita che accompagnano le parole, non le esprimono. Il braccio può essere proteso in avanti come una sorta di arma del discorso; in casi estremi, per avviare o concludere un ragionamento, si può anche battere il piede. Lo strumento più importante è comunque l’espressione del volto.

Cicerone, l’arte di comunicare


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