Capire chi sono gli artisti sui quali investire è sempre una cosa difficile. Spesso ci si affida alle gallerie che sono le prime a fare scouting e a sostenere i giovani, altre volte si ascoltano i pareri dei curator o degli operatori di settore, anch’essi implicati nella valorizzazione dell’artista. D’altronde nessuno ha la sfera di cristallo e a parte qualche speculazione ben condotta, difficile capire cosa funzionerà negli anni a venire. L’unico modo è quello di operare un costante e serio monitoraggio, supportato dallo studio e dalla passione, e di comprare innanzitutto quello che ci piace, così che almeno possiamo staccare il nostro “dividendo estetico” prima ancora di pensare a una futura incerta redditività.

Uno strumento molto utile è il volume appena pubblicato da Exibart, una delle riviste specializzate d’arte più autorevoli in Italia, dal titolo promettente “222 artisti emergenti su cui investire/2018“, un’ampia ricognizione condotta dal direttore Cesare Biasini Selvaggi, coinvolgendo 150 tra curatori, critici, giornalisti e gallerie d’arte. E da cui esce un convincente panorama dell’arte italiana under 35 con le note critiche, l’immagine di un’opera, e il range di prezzo per ognuno dei nomi selezionati.

Si va da Abate Giuseppe ad Alice Zanin, dalla pittura alle installazioni, dai maschi alle femmine, da chi abita ancora in Italia a chi è espatriato, dai tradizionalisti agli ipercontemporanei, dalla tecnica ad olio fino al digitale, dai quadri ai video, dalle foto alle performance, da 500 a 70mila euro, in una sorta di carrellata di stili e tensioni, materiali e tecniche, approcci estetici o politici.

Un super manabile molto utile per chi vuole cominciare ad investire in arte, partendo dal basso.

 

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