Il termine blockchain è prevalentemente associato al mondo delle criptovalute; si trascura spesso, infatti, che questa rivoluzionaria innovazione potrebbe invece cambiare radicalmente i business model in diversi settori tra cui, in particolare, quello dell’asset management, consentendo ai sottoscrittori di fondi di beneficiare di minori costi di transazione e di tempi più brevi nelle fasi di AML (Anti Money Laundering) e KYC (Know your costumer)[1]. Vediamo perché.

Con il termine blockchain si fa riferimento ad un database decentralizzato, distribuito e resistente ad alterazioni, composto da una catena crescente di record, detti blocchi; la blockchain è diventata famosa soprattutto per essere il libro mastro in cui vengono registrate le transazioni in criptovalute. Grazie alle sue peculiari caratteristiche, essa è in grado di rimpiazzare gli intemediari tipici dei sistemi centralizzati e, quindi, una sua applicazione all’industria del risparmio gestito permetterebbe una forte riduzione dei costi e una maggior trasparenza delle informazioni. Si tratta, ad evidenza, di una prospettiva rilevante in ottica MIFID 2: è infatti lecito attendersi che la trasparenza dei costi spingerà le case di investimento a riprezzare molti prodotti. La possibilità di ridurre i costi di transazione tramite la blockchain agevolerebbe significativamente tale processo.

Tramite la blockchain, gli stakeholder possono accedere in qualsiasi momento ai dati con la certezza che tutti quanti abbiano accesso allo stesso set di informazioni, marcate temporalmente, e che nessuno potrà apportare modifiche senza avere il consenso della maggioranza degli altri attori. Attualmente, le principali istituzioni finanziarie stanno valutando i potenziali benefici derivanti dall’integrazione di questa tecnologia nelle operazioni di trade finance [3] o nello scambio di partecipazioni di società non quotate [4]; ma i principali vantaggi per i risparmiatori potrebbero invece essere il frutto dell’applicazione della blockchain al segmento della distribuzione di fondi.

E’ proprio grazie all’eliminazione di figure intermediarie, che all’interno di un framework centralizzato rappresentano i garanti della veridicità delle informazioni, che i costi di backoffice per la rinconciliazione delle operazioni possono essere ridotti drasticamente. Inoltre, le operazioni di controllo possono essere condotte in tempi brevi e con un bassissimo margine di errore, rendendo più agevoli le operazioni di audit dato che la fonte dei dati da verificare risulterebbe unica e distribuita tra le parti.

Un altro ambito che potrebbe essere positivamente impattato dall’introduzione di blockchain riguarda la modalità con cui un soggetto investe in un fondo. Questa nuova modalità di sottoscrizione disintermedierebbe i broker e potrebbe sfruttare gli smart contract, ovvero un codice che una volta istanziato automatizza l’esecuzione delle clausole contenute in un contratto, che potrebbero gestire le fasi di sottoscrizione del fondo, antiriciclaggio e KYC come fa un backoffice. Una volta che lo smart contract ha verificato che una serie di condizioni predefinite sono rispettate, questo esegue la transazione tra il cliente e il fondo, scambiandone una quota digitale con un determinato ammontare di valuta digitale. La transazione si conclude con la conferma dell’operazione all’investitore, che grazie a questo nuovo approccio può beneficiare del minor costo legato alla transazione. Da non sottovalutare il fatto che i tempi di sottoscrizione e rimborso si ridurrebbero drasticamente: dagli attuali 2/3 giorni per effettuare lo scambio tra quote e denaro (sia in ingresso che in uscita da un fondo aperto), la transazione potrebbe avvenire praticamente in maniera istantanea.

In altri termini, combinando le potenzialità degli smart contracts e la possibilità di tenere registrazioni nei propri blocchi, la blockchain è in grado di sostituire ogni intermediario che oggi detiene dei registri di informazione o esegue transazioni tra parti. In ipotesi di piena applicazione della tecnologia in esame, i promotori di quote di fondi (le case di investimento) potrebbero, potenzialmente, distribuire direttamente i loro prodotti ai risparmiatori finali (e anche la banca depositaria potrebbe essere sostituita dalla blockchain)[2].

Tornando all’importante tema dell’identificazione, è opportuno sottolineare che blockchain potrebbe rivoluzionare anche la fase di onboarding del sottoscrittore. Infatti, allo stato attuale un cliente deve fornire ogni volta numerose informazioni su di sé per poter essere identificato secondo quanto previsto dalla normativa. Questo processo generalmente richiede svariati giorni per raccogliere e verificare tutti i dati. Nel caso in cui il potenziale sottoscrittore creasse su blockchain un suo proprio profilo aggiornato, visibile esclusivamente a chi possiede le chiavi per decodificare queste informazioni, potrebbe velocizzare e semplificare di parecchio il processo di AML/ KYC dato che ogni asset manager potrebbe attingere informazioni da un singolo database affidabile e incorruttibile.

Di seguito, riportiamo un interessante figura tratta dal white paper di Deloitte (Impacts of the Blockchain on fund distribution and amministration) che descrive le fasi del processo di creazione, gestione e distribuzione dei fondi comuni che maggiormente potrebbero essere impattati dalla blockchain

Fonte: Deloitte, Impacts of the Blockchain on fund distribution and amministration.

Available at:

https://www2.deloitte.com/content/dam/Deloitte/lu/Documents/technology/lu_impact-blockchain-fund-distribution.pdf 

Conclusioni

Da questa breve analisi emerge come la tecnologia blockchain abbia il potenziale per rivoluzionare settori maturi come il risparmio gestito, mettendo in discussione i business model finora adottati.

Nonostante le premesse positive, tuttavia, è probabile che la sua implementazione nel mondo degli investimenti sarà lenta, sia per la difficoltà di integrazione con sistemi fortemente centralizzati, sia per la resistenza degli intermediari, che vedrebbero importanti fonti di guadagno ridursi drasticamente. Sarà allora necessario che il cambiamento sia promosso contemporaneamente da più operatori, poiché è difficile pensare che pochi e disordinati interventi possano ribaltare equilibri consolidati negli anni in un settore che, solo recentemente, sembra avere accettato l’idea di rinnovarsi.

 

[1] Know Your Customer, meglio conosciuto con l’acronimo KYC identifica quell’attività di due diligence finanziaria che tanto si è evoluta e sviluppata da essere presenza necessaria ed imprescindibile nei rapporti contrattuali aventi ad oggetto transazioni finanziarie. Si realizza attraverso il reperimento di adeguate informazioni, finanziarie e non, circa le proprie parti contrattuali onde evitare rapporti forieri di rischio o danno alla propria realtà economica. Ne deriva una finalità di tutela per le parti in rapporto che in materia bancaria e finanziaria si esprime attraverso la raccolta di tutte quelle informazioni utili a preventive valutazioni circa i possibili scenari di un affare e, più specificamente, nelle situazioni in cui i rapporti prevedono movimenti di denaro, transazioni ed investimenti tra istituzioni bancarie da una parte e clientela dall’altra.

[2] Naturalmente tutto ciò a livello teorico ed operativo; rimarrebbe infatti da capire come, in chiave commerciale, le case di investimento sarebbero in grado di disintermediare la relazione banca-consulente-cliente.

 

Reference Shelf

[1] Blockchain – Bitcoin Wiki, https://en.bitcoin.it/wiki/Block_chain

[2] PWC – Blockchain in Asset management https://www.pwc.co.uk/financial-services/fintech/assets/blockchain-in-asset-management.pdf

[3] ING – ING joins forces on blockchain-based platform for energy commodities sector, https://www.ing.com/Newsroom/All-news/ING-joins-forces-on-blockchain-based-platform-for-energy-commodities-sector.htm

[4] IBM –  London Stock Exchange Group collabora con IBM allo sviluppo di una soluzione basata su tecnologia blockchain per gestire i titoli emessi dalle PMI europee, https://www03.ibm.com/press/it/it/pressrelease/52858.wss

[5] Lloyd Marino – The End of the Middleman, https://medium.com/@LloydMarino/blockchain-the-end-of-the-middleman-37d97a67d7f

[6] Deloitte – Impacts of the Blockchain on fund distribution and amministration, https://www2.deloitte.com/content/dam/Deloitte/lu/Documents/technology/lu_impact-blockchain-fund-distribution.pdf

[7] Bankrate – Smart Contract, https://www.bankrate.com/glossary/s/smart-contract/

[8] EY – Blockchain innovation in wealth and asset management, https://webforms.ey.com/Publication/vwLUAssets/Blockchain_in_wealth_and_asset_management/$File/ey-blockchain-innovation-wealth-asset-management.pdf

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