Di: Glen Arnold (autore), Edoardo Varini (traduttore)

Editore: Hoepli

Anno: 2011

Prezzo di copertina: € 35,00

 

 

 

 

 

 

I grandi investitori

Possiamo essere tutti come Warren Buffet? La risposta, ovviamente, è no. Ma possiamo apprendere gli approcci e le logiche sottostanti alle sue scelte di investimento (e a quelle di altri grandi nomi della finanza internazionale), così da poter migliorare le nostre, in particolare evitando quei tipici errori comportamentali che normalmente commettiamo.

“I Grandi Investitori” di Glen Arnold, edito nella versione italiana da E, Varini (2011) racconta appunto la storia di alcuni personaggi illustri del mondo della finanza e degli investimenti: George Soros, Warren Buffett, Benjamin Graham, Philip Fisher, John Templeton, Peter Lynch ed Anthony Bolton. Ogni capitolo presenta la biografia di ciascun di questi investitori, soffermandosi sui primi lavori, la formazione e le esperienze che hanno influenzato le loro strategie di investimento durante la loro vita.

Che lezione se ne può trarre? Quali sono gli spunti più interessanti riportati nel libro. Proviamo a sintetizzarli e semplificarli:

  • L’importanza dell’analisi aziendale, prima dell’analisi dei titoli emessi dalla stessa azienda. Si tratta del tipico approccio bottom up, in cui si cerca cioè di capire quali siano i fondamentali di una azienda prima di scegliere se investirci o meno (guardando poi ovviamente anche al prezzo corrente dell’azione). Facile a dirsi, difficile a farsi: non dimentichiamoci che i personaggi descritti nel libro diventano, ad un certo punto della loro vita, dei professionisti, dedicandosi interamente all’analisi degli investimenti più opportuni. Ad ogni modo, il consiglio da trarre è il seguente: ciò che paghi è il prezzo, ciò che ottieni è il valore! Stare quindi sempre attenti al valore sottostante a ciò che si compra (anche al di fuori del campo finanziario, peraltro).
  • La comprensione di variabili economiche, politiche e l’incidenza che esse hanno sugli investimenti. Qui l’approccio si ribalta, diventando di tipo top-down. Oltre a capire quali siano i fondamentali delle aziende, occorre comprendere il mondo che ci circonda, in termini di sviluppi economico-finanziari da un lato, e politici dall’altro. Esempio: che effetto può avere la guerra dei dazi sui titoli che ho in portafoglio?
     
  • La capacità di controllare le proprie emozioni, senza farsi influenzare dai mercati. Qui abbiamo dei consigli di finanza comportamentale ante-litteram, visto che alcuni dei personaggi di cui sopra operavano ben prima che tale branca della finanza diventasse famosa. In particolare, il consiglio principale è di non cascare nel classico fenomeno dell’herding behaviour (comportamento da gregge), evitando di appiattirsi sulle decisioni della folla, ma anzi cercando di sfruttare gli errori che la folla solitamente commette.
     
  • Il timing può essere sfruttato per cogliere opportunità contingenti, ma non per costruire una rendita duratura. I buoni investimenti non temono orizzonti di lungo termine. In altri termini, occorre pazienza e disciplina.

 

 

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