Lo sviluppo del mercato della fotografia d’arte nel mondo: alcune considerazioni

Per quanto in Italia il trend sia meno visibile, il mercato della fotografia fine art, a livello internazionale, è da molti anni in costante crescita. Il fatturato delle case d’asta più importanti del mondo – secondo i dati di Artprice – ha raggiunto la cifra di 130 milioni di dollari nel 2016 per questo tipo di prodotto. E a questa cifra si devono aggiungere i ricavi delle gallerie, di cui non si hanno dati certi ma che stando agli studi più accreditati intermediano il 60% circa del mercato, cioè un volume di ulteriori 160 milioni circa.

Il più accreditato Photography Market Report, quello compilato da ArtTactic, mostra che il trend positivo è stato confermato anche nel 2017, con un +54% rispetto all’anno precedente. E a far da traino, per la prima volta, è il mercato della fotografia contemporanea che riequilibra il dato meno brillante del mercato della fotografia moderna e vintage (vedi grafico n.1)

 

Grafico n. 1. Volume vendite 2009-2017 (USD millions).

Fonte: Photography Market Report 2nd Half 2017, ArtTactic

 

Anche l’aumento dei prezzi è permanente dal 2005, quando una fotografia di Richard Prince, battuta da Christie’s a New York, superò la cifra di 1 milione di dollari. L’anno successivo una stampa del tedesco Andreas Gursky raggiunse i 2 milioni di dollari. Nel 2013, un autoritratto di Jeff Koons bambino fu venduto a 9,4 milioni di dollari.

Ora, per quanto ogni scatto costituisca un unicum a sé stante, è interessante osservare l’evoluzione dei prezzi medi per le tre categorie, Modern, Contemporary e Vintage, calcolato da ArtTactic (vedi grafico n.2). Le categorie Modern e Contemporary mostrano una crescita meno oscillante nel tempo, mentre la categoria Vintage è soggetta a forti variazioni nel corso del tempo. In generale, negli ultimi 8 anni si evidenzia comunque una buona performance media.

 

Grafico n. 2. Evoluzione dei prezzi medi. (USD Migliaia)

Fonte: Photography Market Report 2nd Half 2017, ArtTactic

 

In merito ai singoli artisti/opere vendute nella seconda metà del 2017, spicca “Noire et Blanche” (1926) di Man Ray, battuta da Christie’s per 2.784.307 dollari. La forte performance della fotografia moderna si palesa anche nel fatto che ben 7 su 10 dei pezzi venduti ai prezzi più alti appartengono proprio a questa categoria. Anche alcuni artisti contemporanei, quali Philip-Lorca Dicorica, Thomas Struth e Philip Haas si piazzano tra le prime 10 posizioni (vedi tabella n. 1)

 

Tabella n. 1. I 10 prezzi più alti battuti nella seconda metà del 2017

Fonte: Photography Market Report 2nd Half 2017, ArtTactic

 

Man Ray (1890-1976). Noire et Blanche, 1926

 

In generale, aumenta il numero delle case d’asta che si occupano in maniera continuativa del settore della fotografia, a partire da Phillips che ha sempre creduto in questo mercato, seguita dalle storiche Sotheby’s e Christie’s.

Diventano inoltre sempre più numerosi gli appuntamenti fieristici internazionali, dal più importante Paris Photo (21esima edizione), passando per London Photoghaph, Photo Basel, fino al Mia Photo di Milano; similmente si diffondono i musei e le nuove istituzioni dedicate alla fotografia (il Tokyo Metropolitan Museum of Photography, il Fotomuseum Winterthur in Svizzera, la Maison Europèenne de la Photographie di Parigi); crescono le collezioni private (Walther Collection, Pier 24 Photography, DSL Collection e la Colección Isabel y Agustín Coppel), aumentano le mostre (che attraggono centinaia di migliaia di visitatori, si veda il caso Salgado), gli eventi, le retrospettive, i festival come quello storico di Arles creato nel 1969, o la recentissima Milano Photo Week.

 

Il mercato della fotografia in Italia

In Italia il mercato della fotografia ha ancora dimensioni ridotte e per questo motivo ci sono enormi margini di crescita. Poche sono le case d’asta specializzate nel settore (Bolaffi, Boetto, da quest’anno, Il Ponte), e nel secondo semestre 2017 solo Finarte, che ha di recente acquisito Minerva, ha battuto un catalogo di fotografia, tra l’altro con risultati lusinghieri (260 mila euro di fatturato). Successo che si è replicato nel 2018.

Il mercato ristretto incide anche sulla dinamica dei prezzi sia dei fotografi italiani (a parte qualche maestro, le quotazioni sono mediamente accessibili), sia di quelli stranieri le cui opere spesso vengono aggiudicate in Italia a valori minori che nelle aste internazionali. Il che rende molto competitivo il nostro paese, qualora dovesse aumentare la domanda speculativa a livello internazionale.

Le buone prospettive del settore sono supportate da alcuni dati: la crescita del Mia Photo di Milano giunto alla sua ottava edizione che vanta oltre 30 mila visitatori; l’aumento del numero di gallerie specializzate in fotografia; la partecipazione di queste gallerie a fiere generiche di arte moderna e contemporanea (Artefiera a Bologna e Artissima a Torino); l’aumento del numero dei festival di fotografia; l’aumento delle istituzioni di prestigio che ospitano mostre di fotografia (si veda la Triennale di Milano che ha chiuso un accordo espositivo con il museo della fotografia contemporanea – Mufoco); l’aumento infine delle case editrici specializzate.

E allora… una foto al posto di un quadro? Perché no.

 

Reference shelf

  • Photography Market Report 2nd Half 2017, ArtTactic
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