Di: Federico Canaccini (autore)

Editore: Editori Laterza

Anno: 2019

Prezzo di copertina: € 18,00

 

 

 

 

1268 La battaglia di Tagliacozzo

Da secoli l’Italia ha perso la sua identità territoriale e la sua importanza politica: nel 1268 si ritrova ad essere solo una parte del rifondato Sacro Romano Impero Germanico. Invasioni e guerre devastanti, decadenza e servaggio ne hanno depauperato le energie e la ricchezza. Roma, non di meno, è rimasta un mito e un faro della civiltà, ma ormai avvolto dal buio della miseria e del disordine.

Papato e Impero si contendono l’autorità della penisola: l’Impero punta al controllo completo, il Papato cerca di mantenere le sue posizioni. Il tutto sotto l’occhio vigile del neonato Regno di Francia.


L’imperatore Federico II Hoenstaufen muore nel 1250. Papa Urbano IV segue la politica pontificale di ostilità verso la casata Hoenstaufen e chiama in suo aiuto Carlo I d’Angiò che accoglie l’invito, anche se l’accordo si perfezionerà con il successore papa Clemente IV.

Manfredi, figlio illegittimo di Federico II, e figura quasi leggendaria dell’epoca, è insignito della luogotenenza dell’Italia, ma il suo tentativo di restaurare l’autorità imperiale si infrange il 26 febbraio 1266 a Benevento, a seguito della sconfitta inflittagli da Carlo d’Angiò. I Ghibellini italiani non si danno però per vinti, e chiamano il giovane Corrado di Svevia alla riscossa. Siamo giunti alla fatidica battaglia.

Il libro di Canaccini ripercorre i passi antecedenti e preparatori di questa campagna militare, addentrandosi nel complicatissimo periodo storico (il suggerimento implicito dell’autore al lettore appassionato è quello, comunque, di farsi luce approfondendolo con indagini ulteriori).

Puntuale nella ricerca (non facile) della località dello scontro, il lavoro permette di scorgere i paesaggi umani dell’Italia centro meridionale dell’epoca ed è corredato da una serie utilissima di mappe che accompagnano il lettore nel seguire gli spostamenti delle truppe.

Rapido da leggere e comprensibile anche per i non appassionati. Ideale sotto l’ombrellone o, ancora meglio, per le frescure montane.

Buona lettura.

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