Nella foto: Avoid waste – Sacchetto di Iuta Stampato – Borsa per la Spesa sostenibile

 

Il perché ed i vantaggi della finanza sostenibile

All’inizio la dicitura “finanza sostenibile” non dice nulla, o al massimo fa sorridere: un chiaro ossimoro, direbbero in molti.

In effetti, gli aggettivi che siamo abituati ad affiancare alla finanza variano da “spietata”, “speculativa”, se proprio va bene “creativa”, ma sotto sotto intendendo sempre una connotazione negativa, perché il senso è che la creatività aiuta a speculare meglio, o a nascondere truffe ad ignari risparmiatori.

Chi invece prova a lanciarsi in un tentativo di definizione della “finanza sostenibile” finisce spesso per associarla alla beneficenza, o a rendimenti sicuramente più bassi di quelli che offre il mercato, perché “…mica si potrà essere etici e pure guadagnarci?

La finanza sostenibile, in verità, effettua scelte economiche non prevalentemente in base al profitto, ma dà una grande rilevanza allo sviluppo sostenibile ed in alcuni casi a logiche di investimento basate su motivazioni religiose, ideologiche, politiche; in questi ultimi casi, peraltro, ci si dovrebbe chiedere se tali scelte siano giudicabili come veramente “sostenibili” e nell’interesse delle nuove generazioni.

Nell’ultimo periodo si sta assistendo ad una forte crescita dell’interesse per la finanza sostenibile: l’ultimo Salone del Risparmio aveva proprio questo come tema principale. Dal primo rapporto sulla finanza etica e sostenibile in Europa emerge che il volume di asset gestiti secondo questa logica si attesta a 715 miliardi di euro nella sola Europa; 493 sono i miliardi investiti in fondi socialmente responsabili e quindi in azioni e obbligazioni di imprese quotate in borsa o in titoli di Stato, tutti naturalmente selezionati in base una serie di criteri di sostenibilità, mentre i microcrediti concessi sono stati  pari a 2,54 miliardi di euro.


Vi è quindi una moltiplicazione di prodotti finanziari specializzati in tal senso, sebbene il fil rouge sia unico e ben preciso per tutti: integrare l’analisi dei dati finanziari con quella dei fattori ambientali, sociali e di buon governo (in gergo ESG, acronimo inglese per Environment, Social e Governance).

Ma in cosa consistono, esattamente, questi tre ormai famosi criteri? Andiamo a vederli nel dettaglio

 

RESPONSABILITA’ SOCIALE

Se dovessimo dare un esempio di responsabilità sociale, la prima idea che ci verrebbe in mente è probabilmente la microfinanza, che si riferisce a quei prodotti e servizi finanziari offerti da istituti bancari specializzati a clienti reputati non solvibili. Si tratta quindi di soggetti che non riescono ad ottenere credito e altri servizi finanziari dalle istituzioni finanziarie tradizionali per due ragioni: vengono reputati non solvibili (unbanked) e/o i costi legati all’offerta di questi servizi sono eccessivi e rendono l’operazione non conveniente economicamente. Il microcredito si è dimostrato essenziale per rispondere alla domanda di credito di aspiranti imprenditori con problemi di esclusione bancaria. Questo tipo di attività è fortemente radicata in paesi in via di sviluppi.

Il concetto di investimento socialmente sostenibile non è però così facile da inquadrare; a parte la microfinanza, possiamo citare il concetto di socially responsible investing (Sri), che fa generalmente riferimento a un approccio che esclude determinati titoli da un portafoglio di investimento (ad esempio titoli di aziende che producono armi o alcool, o lavorano il tabacco[1]), senza però implicare valutazioni olistiche dei fattori ESG. Impact investing, invece, indica il tentativo di abbinare ai risultati finanziari positive performance dal punto di vista ambientale e sociale.

La responsabilità sociale di una impresa riguarda però anche altri aspetti, quali le condizioni di lavoro dei dipendenti, i potenziali conflitti con la comunità locale in cui l’azienda opera, l’attenzione alla sicurezza sul luogo di lavoro e alla salute, la tutela delle diversità e i corretti rapporti interpersonali tra i dipendenti.

 

GOVERNANCE

Il mondo ha fatto progressi nella parità di genere e nell’emancipazione femminile, tuttavia donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo. Nell’Africa subsahariana, in Oceania e in Asia occidentale, le ragazze ancora incontrano ostacoli nell’accesso alla scuola primaria e secondaria. In Nord Africa, le donne detengono meno di un quinto dei posti di lavoro retribuiti in settori non agricoli.

Ecco gli indicatori per le società da selezionare con una buona Governance

  • Società con almeno il 20% di presenza femminile in CdA
  • Società con almeno il 20% di presenza femminile in ruoli dirigenziali
  • Società con una politica sulle pari opportunità

Una buona governance attiene anche ad aspetti quali i bonus dei dirigenti, spesso sproporzionati rispetto agli stipendi dei dipendenti; se l’impresa è mai stata coinvolta in scandali legati alla corruzione; se ha aperto filiali offshore allo scopo, più o meno dichiarato, di eludere il fisco.

 

ENVIRONMENT

Nell’ambito dell’analisi ESG, la dimensione ambientale è di notevole rilevanza nell’identificare rischi e opportunità a cui gli emittenti possono essere esposti; soprattutto alla luce del fatto che gli investitori pongono crescente attenzione ai cambiamenti climatici, aspetti quali proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terreste, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare il degrado del terreno, fermare la perdita della biodiversità diventano fondamentali.

Ogni 24 Ore riversiamo in tutto il mondo 110 milioni di tonnellate di gas inquinanti che trattengono il calore, questi Fornisco 85% del nostro fabbisogno energetico. Il 90% della popolazione mondiale respira aria inquinata che causa 7 milioni di morti all’anno (dati della Organizzazione Mondiale della Sanità).

Tutto ciò è plasticamente rappresentato nel grafico sottostante (tratto dal famoso discorso di Algore a TED nel 2016). Come facile notare rispetto, alla gaussiana delle medie delle temperature mondiali degli anni ‘80 i valori si sono spostati registrando negli ultimi dieci anni un aumento dei giorni estremamente caldi (rosso scuro) mentre sono diminuiti drasticamente i numeri di giorni estremamente freddi (blu)

Come considerare allora l’impatto climatico nell’analisi di una azienda? In termini semplici, si valuta innanzitutto se il soggetto economico in cui si vogliono investire i propri capitali è strutturalmente dipendente dai combustibili fossili, se ha un’impronta idrica elevata, se si è reso complice della deforestazione e se smaltisce correttamente i rifiuti.

 

Conviene investire in fondi sostenibili?

Ora cerchiamo di sfatare il mito che investire in maniera sostenibile non rappresenti una opportunità di guadagno per i nostri clienti. ETicaNews ha passato in rassegna un universo investibile di oltre mille fondi dalla connotazione SRI (Fondi socialmente responsabili): il 7% sono di diritto italiano, il 93% di diritto estero. Come si evince dal grafico sottostante l’insieme dei prodotti sostenibili ha battuto i principali benchmark internazionali sul fronte sia del rendimento sia del rischio.

Nello specifico, Etica News ha costruito quattro ET.indici, aggregando, con peso uguale, i fondi della stessa asset class e utilizzando la piattaforma MoneyMate per le elaborazioni. Entrando più nel dettaglio, i fondi che compongono l’ET.azionari sono 438, per l’ET.obbligazionari sono 241, per l’ET.tematici 179 e per l’ET.bilanciati-flessibili 165.

A parte le performance, è da sottolineare che anche sul fronte del rischio l’investimento SRI sembra dare dei buoni risultati (sebbene l’analisi sia effettuata su un periodo ristretto): gli ET.indici presentano infatti una deviazione standard annualizzata (indicatore di volatilità) sensibilmente inferiore.

 

In merito alle masse in gestione, Morningstar ha fatto notare come nel 2018, rispetto al 2017 il patrimonio dei fondi socialmente responsabili ha avuto una contrazione dell’1,3%, a confronto però di una industria che nel suo complesso ha subito un calo del 3,9%. Il dato assume ancora più rilevanza se consideriamo che l’indice Msci Europe è sceso di oltre il 10% nel 2018, l’S&P 500 del 4,4% e il Bloomberg Barclays Aggregate Corporate del 2,2%. Per i fondi passivi sostenibili è stato addirittura un anno controcorrente: “Gli asset sono cresciuti del 4%”, spiega Hortense Bioy, direttore delle strategie passive e della ricerca sulla sostenibilità di Morningstar in Europa.

 

I vantaggi concreti per chi investe in maniera sostenibile

E’ possibile riassumere in sintesi i vantaggi che si ottengono nell’investire in prodotti sostenibili come di seguito:

  • L’investimento socialmente responsabile permette agli investitori di assumere un ruolo attivo nell’economia attraverso l’impatto ambientale e sociale degli investimenti
  • La finanza sostenibile aggiunge all’analisi finanziaria l’analisi extra-finanziaria (ESG), permette una visione olistica in termini di risk management e apporta, quindi, un maggior valore in termini di rischio-rendimento, oltre che di maggiore controllo anche dei rischi di carattere reputazionale
  • Attraverso gli investimenti sostenibili è possibile sfruttare i vantaggi derivanti da politiche fiscali e di investimento atte a fronteggiare l’emergenza climatica. La notizia che la Germania sta per stanziare 100 miliardi (54 miliardi da stanziare nei prossimi quattro anni) per finanziare un robusto piano di tutela dell’ambiente dà il senso della cosa
  • La diversificazione del proprio portafoglio, attuata attraverso la ricerca di tematiche ed idee di investimento legate agli ESG, migliora il complessivo profilo rischio-rendimento dei propri investimenti

 

In conclusione

Nonostante le considerazioni ed i dati confortanti sopra riportati, gli investimenti sostenibili rappresentano ancora una nicchia di mercato; forse il motivo è da ricercare in una scarsa conoscenza dei prodotti da parte degli stessi professionisti del settore, che dovrebbero essere i primi ad informarsi e a conoscerli per poi trasferire ai clienti i vantaggi impliciti di questa nuova logica di investimento.

 

Reference shelf

  • JON ENTINE (2003), THE MYTH OF SOCIAL INVESTING, A Critique of Its Practice and Consequences for Corporate Social Performance Research, Miami University, American Enterprise Institute
  • Primo Rapporto sulla Finanza etica e sostenibile in Europa
  • morningstar.it
  • Etica news

 

[1] Il primo esempio in tal senso ebbe una motivazione di tipo religioso. I quaccheri del Nord America decisero di ritirare il loro business da quelle compagnie che, in qualche modo, erano legate alla produzione di alcool e tabacco, ovvero al gioco d’azzardo e alla tratta degli schiavi.

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