Il fatto

Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?“. Fu questo il titolo di una conferenza tenuta da Edward Lorenz (matematico e meteorologo) nel 1972. Come spiega Wikipedia, “in matematica e fisica l’effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema”.

E’ forse quello che sta succedendo nella supply chain a livello mondiale? Per assurdo (ma non troppo): la Cina decide per un lockdown contenitivo della variante delta in una determinata località a noi (europei) sconosciuta; la produzione di particolari pezzi necessari alla costruzione di giocattoli si interrompe; il costo di trasporto dei container si impenna e con esso il costo di altri materiali e beni. Il cubo di Rubik venduto nelle giocattolerie a Milano cresce del 20% (o addirittura sparisce dagli scaffali).

Il grafico sottostante (fonte Bloomberg) mostra ad esempio l’impressionate crescita dei costi di trasporto dalla Cina all’Europa e agli Stati Uniti verificatosi negli scorsi mesi. La supply chain mondiale è diventata così fragile che anche un piccolo inconveniente (il battito d’ali) può causare ingenti danni alla produzione (il tornado), con conseguenti effetti sui consumatori finali.

https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-25/the-world-economy-s-supply-chain-problem-keeps-getting-worse?srnd=premium-europe

 

Il commento


Gli effetti della globalizzazione e di una economia sempre più integrata provocano non pochi mal di testa agli esperti e ai commentatori dei mercati. I consumatori finali se ne accorgono solo quando tali effetti toccano le loro tasche, il che spesso significa troppo tardi. Tornare indietro? Molto improbabile, se non impossibile. Ma su alcuni settori/produzioni strategiche, forse, si dovrebbe cercare di essere meno in balia degli eventi internazionali, o per lo meno avere dei piani di emergenza pronti.

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