Di Fabrizio Crespi (o di … ChatGPT?)

In un recente articolo di Bloomberg viene proposta una visione alternativa dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (AI): riprendendo le preoccupazioni del premio Nobel per l’economia 2024, Daron Acemoglu, si mette in evidenza come l’AI potrebbe dimostrarsi in fin dei conti una “so-so automation”, cioè un tipo di innovazione che consente alle aziende di tagliare posti di lavoro, ma non offre alcun reale aumento della produttività. E ciò anche per il fatto che alcuni segnali indicano come l’AI appaia aver rallentato il suo percorso di crescita: ad esempio, da ChatGPT 4 alla versione 5 non sembra esservi grande differenza (un po’ come avviene con i nuovi modelli di smartphone).

L’altro rischio – e questa è una mia considerazione – è che l’AI possa diventare sì uno strumento di massa (e lo è già, in fondo, visto il numero di utenti), ma che poi venga usata più come “divertissement” che come mezzo di miglioramento della propria attività e della propria persona. Del tipo: se ChatGPT, o qualsiasi altro ChatBot, mi serve semplicemente per apprendere, più velocemente, la ricetta delle melanzane alla parmigiana, allora non abbiamo fatto un gran salto tecnologico!

Ad ogni modo, se proprio deve essere un divertimento … divertiamoci.

La situazione attuale sui mercati finanziari, specie azionari, è sicuramente complessa: quotazioni ai massimi, livelli di indebitamente pure, instabilità geopolitica, guerra commerciale in atto, dollaro deprezzato, incertezza della politica monetaria futura, ecc…

Business as usual, mi verrebbe da dire. Ma cosa ne pensano gli esperti? Le opinioni sono ovviamente contrastanti e, per lo più, si naviga a vista. E se provassimo ad intervistare qualche guru per sapere come la pensa? Non sono purtroppo un giornalista di fama di internazionale, difficile che mi rispondano via mail o tramite teams.

E allora chiedo proprio all’AI. Eccovi una immaginaria intervista a Warren Buffet e Ray Dalio, impostata da ChatGPT sulla base della documentazione a disposizione sul web.

 

ChatGPT: «Signori Buffett, Dalio: siamo davvero in una bolla del mercato azionario americano?»

Buffett (Warren):

«Quando sento la parola “bolla”, penso ad un mercato in cui i prezzi sono completamente disconnessi dai fondamentali e gli investitori comprano perché “tutti gli altri” comprano. Ora, direi che in alcuni settori — specialmente tecnologia/AI — ci sono evidenti segnali di euforia. Ma non è detto che l’intero mercato sia — come dire — un castello di sabbia.
Tuttavia, se non trovo un prezzo ragionevole per un’azienda di qualità, tengo la polvere asciutta. Per esempio nel 2024/25 Berkshire Hathaway ha accumulato una cassa record (oltre 330 mld $) e non ha affrettato nuove grosse acquisizioni: segnale che vede poca “prezzatura” interessante al momento. In sintesi: non dico che siamo in “bolla”, ma vedo più rischi del solito e molte valutazioni che richiedono attenzione.

Dalio (Ray):

«Sì, siamo in un periodo nel quale ci sono bolle tematiche: molti soldi stanno confluendo in “narrazioni” (AI, tech, startup) più che in modelli di business provati. Ma il pericolo maggiore per me non è solo “una” bolla azionaria, è un problema sistemico: debito pubblico altissimo, deficit, polarizzazione politica, e il fatto che il sistema finanziario e politico non siano più così stabili come nei decenni passati. Quando questi fattori si combinano, la “correzione” non è solo un aggiustamento di prezzo ma può diventare un evento che tocca più asset. Quindi sì, guardo la bolla ma guardo anche il contesto che la rende pericolosa.

 

ChatGPT: «Quali segnali utilizzate per capire se siamo davvero al termine del ciclo o in territorio pericoloso?»

Buffett:
«Mi concentro su cose semplici: qual è il prezzo che sto pagando per un’azienda, quanto è forte il suo vantaggio competitivo, quanto capitale richiede, se ha margini protetti. Questi criteri non cambiano. Se il prezzo è troppo alto rispetto a questi fattori, preferisco restare fuori o in attesa.

In più uso anche indicatori “macro” relativi: guardo ad esempio il rapporto capitalizzazione di mercato/PIL (Buffett Indicator). Se è troppo elevato significa che c’è molto sconto del rischio nel prezzo. E tenete presente: la cassa elevata di Berkshire non è per pura inerzia; è un’opzione che mi consente di comprare meglio quando i prezzi diventano ragionevoli.

Dalio:
«Per me il quadro è un po’ più ampio: guardo il debito del governo, la crescita del debito rispetto al PIL, il costo del servizio del debito (interessi), la fiducia nel sistema monetario, la stabilità politica, la correlazione crescente fra asset che in passato erano diversificati.
Inoltre, guardo la “forma” del ciclo: espansione + accumulo di leva/debito + euforia = vulnerabilità. Quando vedo che tutto il mondo compra la stessa storia, quando la leva è alta e la diversificazione scarsa, dico: ok, attenzione. E il sistema politico/monetario americano oggi presenta rischi che fino a poco fa pensavo fossero divergenti. Non è solo “mercato caro” — è “sistema vulnerabile”

ChatGPT: «E l’Intelligenza Artificiale (AI)? Sta gonfiando una bolla come quella del 1999?»

Buffett:
«L’AI è una svolta tecnologica reale, non è “solo” hype. Però la svolta tecnologica non garantisce automaticamente profitti enormi per tutti — e soprattutto non giustifica prezzi astronomici se il business non c’è già o non è ben compreso. Nel 1999 molti hanno comprato perché “era internet” e non perché il modello di business era solido. Oggi è simile: bisogna guardare cosa compri, quanto paghi, quanto può durare il vantaggio competitivo. Se vedo una azienda con crescita “rubata” dal futuro ma senza bilancio forte, dico: attenzione. Non è che sto dicendo “no AI”, sto dicendo “attenzione al prezzo”.»

Dalio:
«L’AI è una narrazione potente e attrae enormi afflussi di capitale. Questo è uno dei segni classici di una bolla: molti investitori che non capiscono a fondo il business comprano “la storia”. Il valore può arrivare — ma se le attese sono troppo accelerate, il tempo necessario per la realizzazione sarà più lungo, e un “ritardo” nella realizzazione può innescare un aggiustamento severo. Inoltre, in un contesto di debito elevato e fragilità del sistema, queste bolle “tematiche” possono essere le prime ad essere colpite. È come se stiamo giocando su due tavoli: tecnologia + sistema macro. Uno dei due può vincere, ma se l’altro traballa, tutto può cadere.

ChatGPT: «I tassi d’interesse e la grande cassa: cosa state facendo e cosa significa questo per il mercato?»

Buffett:
«I tassi d’interesse oggi offrono rendimenti decenti. I tassi reali e la cassa elevata sono una scelta — se non trovo investimenti a prezzo ragionevole, non forzo. Preferisco aspettare. Nel mio mondo, comprare bene è più importante che comprare subito. Inoltre, una grande cassa dà flessibilità — quando il mercato si muove male, sei pronto per agire

Allo stesso tempo ribadisco che la gran parte dei soldi è ancora in azioni — perché credo nel lungo termine delle imprese americane.  Quindi: tassi alti, costi maggiori, valutazioni elevate = maggiore cautela da parte mia.

Dalio:
«Il problema è duplice: da un lato i tassi più alti rendono più costosa la leva, più vulnerabili le aziende indebitate, e mandano segnali al mercato che il futuro potrebbe essere meno brillante. Dall’altro lato, quando il debito pubblico diventa enorme, il servizio del debito (gli interessi) diventa un peso che riduce la capacità dello Stato di stimolare. Ho usato spesso una metafora: la circolazione del credito è come la circolazione del sangue — se il debito cresce troppo e i pagamenti sono come “placche”, c’è il rischio di un “infarto economico”.
Quindi, i tassi e la leva sono elementi chiave: non puoi ignorarli. E per gli investitori: devi costruire portafoglio resistente a questi scenari.

ChatGPT: «È vero che oggi siano pochi titoli a trainare gli indici? Cosa significa per l’investitore?»

Buffett:
«È sempre successo che una parte degli utili provenga da poche aziende, specialmente nelle fasi avanzate dei cicli di mercato. Ma la mia preoccupazione è: se compro un’azienda che dipende troppo da un megatrend o che ha poca diversificazione, rischio che quel megatrend cambi. Preferisco aziende con vantaggio competitivo durevole, che resistano a cambi di scenario. Se non le trovo, aspetto. Indice o non indice, la ricerca del valore individuale resta la priorità.»

Dalio:
«Quando vedo che l’indice è concentrato, la vulnerabilità è maggiore. Perché se quel nucleo trainante vacilla, tutto l’indice può essere colpito. Inoltre, la correlazione tra titoli aumenta — un tempo diversificare significava molte aziende che reagivano diversamente; oggi molte reagiscono nella stessa direzione perché dipendono dallo stesso trend (ad esempio AI, tassi bassi, stimoli). Questo riduce la vera diversificazione e aumenta la fragilità del sistema. Diventa più urgente costruire portafogli “anti-fragilità”

 

ChatGPT «E dunque: cosa dovrebbero fare oggi gli investitori?»

Buffett:
«Non credo nel market-timing: non so quando il mercato scenderà o salirà. Ma so che posso controllare cosa pago e cosa compro. Quindi, consiglio:

  • Cerca aziende che capisci, con buoni bilanci e vantaggio competitivo;
  • Non pagare troppo per le aspettative;
  • Tieni una parte di liquidità: ti serve una riserva per quando arrivano opportunità;
  • Non farti distrarre dalle previsioni macro a breve termine — è difficile restare lucidi quando tutti corrono.
    Nel mio caso: preferisco fare poco piuttosto che poco bene. Anche se l’indice va su, non significa che tu debba comprare tutto.

Dalio:
«Investire oggi non significa solo puntare al rendimento, ma gestire il rischio sistemico. Questo significa:

  • Diversificazione vera: non solo tra asset class ma anche tra modelli economici, regioni, valute;
  • Considera asset “scudo” o “assicurazione” (oro, qualche altra asset class poco correlata) perché se il sistema trema queste sono quelle che ti possono aiutare;
  • Non scommettere che tutto vada “come al solito”. Il passato è stato relativamente stabile, ma le condizioni cambiano — debito elevato, politica instabile, innovazione rapida. Prevedi brutte sorprese e costruisci per quelle, non solo per il meglio.
    In breve: fai in modo che il tuo portafoglio resista bene se le cose si mettono male, piuttosto che sperare che vada bene senza problemi.

 

Conclusione

Sperando di non essere accusato di plagio, mi sembra che in fondo l’intervista sia veritiera. Cosa ne pensate?