“Sotto diversi aspetti ci appare come un Paese perlomeno strano: ma è l’impero di cui noi siamo provincia e non lo si può criticare più di tanto. E’ la democrazia (?) più grande al mondo, ma ogni tanto tentano di ammazzare un presidente o un candidato alla presidenza; e a volte ci riescono anche (chiedere ai Kennedy). Sono stanchi e depressi, come ripete spesso Dario Fabbri nelle sue analisi. Ma se non ci fossero loro, a chi dovremmo geopoliticamente affidarci? Ai Russi o ai Cinesi? Ad ogni modo, se ci limitiamo alle dinamiche economico-finanziarie, la situazione assume una fisionomia ben chiara. In barba a chi prevedeva che il primo secolo del nuovo millennio sarebbe stato quello asiatico (che voleva dire cinese), dopo quasi 25 anni dal suo inizio anche questo continua ad essere il secolo americano. Vediamo perché. ”
Il secolo americano?





