“I guru, gli speculatori, le mani forti, la finanza ebraica, gli istituzionali, le banche d’affari (quelli sporchi ovviamente). E dall’altro lato il parco buoi, il risparmio tradito, i piccoli investitori sempre in ritardo e tagliati fuori dalle grandi opportunità di guadagno. È questo il retaggio (in parte lecito) che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi. La finanza, arcana per natura, è roba per eletti. Se sei un privato stacci attento, perché rischi di scottarti. Meglio lasciare i soldi sul conto o rifugiarsi in un caldo BTP. Ma siamo sicuri che sia ancora così? La democratizzazione della finanza, in realtà, è già cosa fatta, anche se in molti non se ne sono ancora accorti. Certo, questo non vuole dire che diventeremo tutti ricchi investendo: toglietevelo dalla testa. Ma la possibilità di costruirsi un portafoglio tutto sommato efficiente c’è, e non si può lasciarsela sfuggire.”