“La borsa che vedete nella foto costa ben più di 1.000 euro. Eppure, chi entrando in una boutique di alta classe (magari nel centro di Milano o Ro-ma) si accingesse a comprarla, non si sognerebbe minimamente di chiedere quanta parte del prezzo viene retrocessa alla boutique, quanto va al produt-tore originale, quanto si tiene la società che gestisce il brand. Né si farebbe troppe domande in merito alla congruenza del prezzo pagato rispetto al valore effettivo del bene. Al massimo, se il costo è consi-derato eccessivo, potrebbe sperare nei saldi o ten-tare in un outlet. La trasparenza imposta dalla MIFID II qui non esiste. Ma per la consulenza fi-nanziaria il ragionamento è molto più complesso.”

Collegamenti:

  1. https://www.contemplata.it/2018/07/servizio-o-prodotto-cosa-paga-veramente-il-cliente/
  2. https://www.contemplata.it/2019/11/gli-effetti-della-trasparenza-dei-costi-introdotta-dalla-mifid-ii-per-ora-e-calma-piatta/
Articolo precedente

Fondi Alternativi: è ora di fare ordine

Articolo successivo

Webinar On Demand – Ripresa lavori: il ruolo del consulente finanziario dopo la pandemia