La tematica è stata messa in evidenza da un articolo apparso sul sito Mish Talk datato 22 aprile, in cui vengono analizzati e messi in discussione i recenti dati sulla crescita del PIL cinese (sempre da prendere con le pinze così già sottolineato in nostro report)

 

Il fatto

Per decenni, la Cina ha utilizzato due leve per raggiungere i suoi obiettivi di crescita di PIL: alimentare la bolla immobiliare e le esportazioni. Ma la bolla immobiliare è crollata in modo permanente, così come le imprese statali che l’hanno alimentata.

La Cina avrebbe quindi un disperato bisogno di misure per sostenere i consumi, ed invece sembra tornare ancora una volta ad abbeverarsi al “pozzo” delle esportazioni. Una mossa che però questa volta potrebbe non funzionare: come a dire, il pozzo potrebbe essere ormai prosciugato

 

Il grafico

La considerazione fatta è legata all’eccesso di capacità presente nei diversi settori industriali cinesi, così come ben evidenziata nel grafico di destra. In altri termini: i cinesi esportano di più in volumi ma meno in valore (grafico di sinistra), il che significa che per esportare riducono i prezzi (vedi auto-elettriche) ovvero esportano beni a minor valore aggiunto (come hanno in realtà sempre fatto). Nonostante ciò il livello di utilizzo degli impianti continua a scendere. Non un bel segnale.

 

Il commento

Più beni cinesi e a minor costo sulle nostre bancarelle? Sembra di sì, salvo dazi; che sia Trump che Biden vorrebbero imporre. Vedremo cosa farà l’Europa. Ad ogni modo una spinta deflazionistica non da poco.