Quello che sta avvenendo in questi giorni è veramente “affascinante”.
La postura dell’amministrazione americana sta sorprendendo amici e nemici: “ma staranno facendo sul serio!”, ci si chiede un po’ ovunque. Un gruppo compatto di “tafazzi” che si martellano i cosiddetti, facendo crollare il loro stesso mercato azionario e mettendo in crisi le proprie imprese (oltre a quelle di tutto il mondo evidentemente)?
Ed allora, che gli USA non siano più (o almeno lo siano meno) un porto sicuro dove mettere i propri soldi? Che il dollaro, i Treasury e lo stesso SP500 siano da evitare (o almeno da sottopesare)? Meglio Yen, franco svizzero e oro?
Alcuni dati e movimenti di mercato sembrano in parte far credere che ciò stia avvenendo. Il grafico sottostante, mostra l’esodo dagli USA scattato dopo i dazi di Trump.

Quello che più preoccupa gli operatori, in particolare, è l’andamento inverso tra il rendimento dei treasury, specie a lunghissimo termine (30 anni), in salita, e il deprezzamento del dollaro.
Si tratta infatti di una relazione tipicamente da paese emergente. Negli USA ci si aspetterebbe, invece, che la discesa del mercato azionario porti al ben noto flight to quality e che, quindi, il rendimento dei titoli di stato diminuisca.
Certo, vi sono anche fattori tecnici sottostanti a quanto sopra indicato. E recentemente il governo americano è tranquillamente riuscito a piazzare in asta 22 billion di dollari di titoli trentennali.
Ma il fatto che il rendimento salga, e che contemporaneamente i soldi defluiscano dagli USA, deprezzando la valuta, non è di certo un bel segnale per il Tesoro americano viste le necessità di rifinanziamento di un debito pubblico sempre più ampio.
Non per niente, si mormora che proprio la situazione del mercato obbligazionario, definita da Trump tricky (traducibile come infido, delicato, difficile, complesso?) ha portato il presidente a concedere una pausa sull’applicazione dei dazi …. A parte quelli nei confronti della Cina, ovviamente.
Gli USA di certo non falliranno. Per ripagare il debito basta che stampino dollari (svalutati eventualmente). E non ci stanno nemmeno abbandonando militarmente: nessun soldato americano se ne è andato dalle basi europee. Il controllo delle rotte marittime rimane ancora cosa loro (si pensi al recentemente bombardamento degli houthi, alle richieste relative al canale di Panama, alla boutade sulla Groenlandia)
Ma all’interno dei portafogli bisognerà probabilmente ripensare al peso da dare a questo paese.




