La domanda è da esame di Tecnica Bancaria, o di Economia degli Intermediari Finanziari. E la risposta, come sempre, è: dipende. Dipende dall’esposizione complessiva della banca al rialzo dei tassi di interesse, misurabile confrontando le attività e le passività presenti in bilancio sensibili (entro un certo arco temporale) alle variazioni dei tassi.

Facciamo un esempio facile. Se nell’attivo del bilancio di un intermediario creditizio troviamo mutui a lunga scadenza a tasso variabile per 1.000, e mutui a tasso fisso per 3.000, in caso di aumento dei tassi di interesse i primi porteranno un maggior ricavo per la banca (rate più alte), i secondi no. E similmente dal lato del passivo: se una banca raccoglie denaro tramite strumenti a tasso fisso (depositi, certificati, obbligazioni), un rialzo dei tassi incide solo al momento del rifinanziamento degli stessi (maggior costo), mentre se la raccolta è a tasso variabile si pagheranno cedole più alte fin dal primo stacco successivo. In definitiva, e considerando in maniera integrata la composizione dell’attivo e del passivo, una banca potrebbe sia guadagnarci che perderci, almeno nel breve, da un rialzo dei tassi di interesse.

Tuttavia, dopo anni di tassi a zero se non negativi, è facile intuire che un loro incremento potrebbe finalmente riportare il business bancario tradizionale (raccolgo denaro e presto denaro) a registrare una redditività maggiore. Basti infatti pensare a quanto riportato nell’ultima edizione dell’ABI Monthly Outlook.

“Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie rimane in Italia su livelli particolarmente infimi, a marzo 2022 risulta di 170 punti base (169 nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007)”

Facile intuire, allora, che se i tassi salgono il margine di interesse delle banche tradizionali potrebbe tornare su livelli ragionevoli. E anche se i titoli di stato nei portafogli subiscono (già ora) il rialzo dei tassi in termini di discesa dei prezzi, in prospettiva i loro rendimenti sarebbero via via maggiori. In definitiva, lo tsunami innescato dalla FED potrebbe a medio termine essere positivo per il settore.

Come investire su questa ripresa del settore bancario?


Se si ritiene quindi che da qui in avanti il momento possa essere finalmente propizio per il settore bancario, ma non si vuole rischiare direttamente sull’equity, eccovi un interessante certificato che fa al caso vostro.
Si tratta del Certificates Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate su Credit Agricole, ING e BnpParibas. (ISIN: XS2370353133)
Lo strumento, appartenente alla famiglia dei certificati di investimento a capitale condizionatamente protetto, consente di esporsi su 3 titoli di principali banche europee. Appena quotato da Barclays, il certificato risponde quindi all’esigenza di chi vuole investire in un settore da anni depresso per i problemi legati al livello dei tassi di interesse e agli altri aspetti macroeconomici che hanno impattato sul business bancario tradizionale, avendo comunque la sicurezza delle barriere di protezione e di un flusso cedolare costante.
I punti salienti dello strumento sono i seguenti:

  1. Trigger cedole mensili condizionate pari al 65% dei livelli iniziali di prezzo dei titoli sottostanti
  2. Cedole trimestrali condizionate del 2,576% con effetto memoria (max 10,27% annuo)
  3. Capitale protetto con barriera al 65%
  4. Autocall step down mensile (rimborso anticipato) al 100% alle date di valutazione delle cedole, a partire dal 23/01/2023 con livelli barriera decrescenti per i successivi periodi di osservazione a partire dal 24/07/2023 (prezzo barriera 95%) e dal 22/07/2024 (prezzo barriera 90%).
  5. Il Certificato è stato emesso il 20/04/2022 e ha data di valutazione finale al 22/04/2025. E’ quotato sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana.

Più nello specifico
Il certificato paga coupon trimestrali del 2,576% se ogni sottostante non scende al di sotto del trigger delle cedole posto al 65% dei livelli iniziali.
Si tratta di un livello barriera sicuramente robusto, che offre quindi buone probabilità di incasso delle cedole. In caso contrario la cedola non viene corrisposta; è però previsto l’effetto memoria che permette di ricevere le cedole non pagate in precedenza quando si presenta la condizione del pagamento, ovvero quando i sottostanti risalgono sopra il trigger. All’interno del prodotto Barclays ha inserito poi un ulteriore livello di protezione sul rimborso del capitale a scadenza
Si tenga inoltre presente che a partire dalla data del 23/01/2023, grazie all’auto call step down mensile, si potrebbe verificare il rimborso anticipato dello strumento. Se il prezzo di ogni sottostante è pari o superiore all’auto call il certificato rimborsa infatti il valore nominale più la cedola mensile in questione (e quelle eventualmente non pagate in precedenza se successive alla prima grazie all’effetto memoria); in caso contrario la vita del prodotto continua.
A scadenza, se il prodotto non si è estinto anticipatamente, si prefigurano i seguenti scenari:
Se ogni sottostante non scende sotto la barriera (strike level) posta al 65% del livello iniziale il certificato paga il nominale di 100 euro più l’ultima cedola (assieme a quelle eventualmente non pagate in precedenza grazie all’effetto memoria).
Se uno o più dei sottostanti termina sotto il livello di barriera, l’investitore subirà una perdita commisurata al sottostante con la peggiore performance è verrà rimborsato al valore dell’ultima quotazione del 22 aprile 2025.
Si tenga infine presente che il certificato non è influenzato dall’effetto cambio
I sottostanti
Andiamo ora a fornire qualche dettaglio sui sottostanti del certificato
BNP PARIBAS è un gruppo di credito operante nei servizi finanziari ed una delle 6 banche più solide al mondo secondo la valutazione della società di rating Standard & Poor’s. Il Gruppo è presente in Europa in quattro mercati domestici attraverso la banca retail: Belgio, Francia, Italia e Lussemburgo.

Prezzo di Riferimento Iniziale 49,74 euro Strike e Barriera 32,33 euro
CREDIT AGRICOLE, è un istituto bancario cooperativo francese, fondato nel 1894. È costituito da una rete di Casse locali e regionali e da Crédit Agricole S.A., la società che coordina le strategie del Gruppo. Conta 52 milioni di clienti ed è presente in 49 Paesi. È la prima banca in Europa per ricavi nel retail banking, la terza in Francia per capitalizzazione di mercato.

Prezzo di Riferimento Iniziale 10,05 euro Strike e Barriera 6,5325 euro

Il gruppo ING è un gruppo bancario olandese, quotato su Euronext e sul New York Stock Exchange. Ben noto anche in Italia per il conto Arancio, il gruppo vanta 38 milioni di clienti in più di 40 paesi.

Prezzo di Riferimento Iniziale 9,55 euro, Strike e Barriera 6,2075 euro

I dati e le informazioni contenute nel presente articolo non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio e non sono volte a promuovere alcuna forma di investimento o commercio, né a promuovere o collocare strumenti finanziari o servizi di investimento o prodotti/servizi bancari/finanziari.

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