Il ragionamento è apparso in un post su X scritto da un financial advisor dell’Arizona, Adam Harding, che è diventato subito virale.

Di fronte ad una cliente di 73 anni, abbastanza facoltosa da permettersi una fase di pensionamento agiata e, contemporaneamente, di lasciare buona parte della sua ricchezza a figli e nipoti, Adam spiega perché è meglio donare oggi.

Ecco il testo del post (tradotto e adattato):

“Pensa alla tua vita tra 20 anni. Hai 93 anni… I tuoi figli hanno 60 anni e tuo nipote ne ha 33. Ad un certo punto erediteranno i tuoi soldi. Tuttavia, in quel momento tutti sono già instradati nella loro vita, in quello che sono e diventeranno. Ora confrontiamolo con la possibilità di una donazione oggi. I tuoi figli sono in un punto della loro vita in cui una donazione finanziaria può avere un impatto che altera (in meglio) la traiettoria della loro esistenza. Considera ad esempio gli effetti positivi della rimozione di un po’ di stress finanziario dai genitori di un tredicenne. Ti aiuterò a garantire che i tuoi bisogni siano soddisfatti per il resto della tua vita, ma se vedi un’opportunità per aiutare le persone che contano per te, coglila”.

(fonte: https://www.marketwatch.com/story/should-baby-boomers-give-away-their-72-6-trillion-to-heirs-now-or-later-6d18b075?mod=mw_rss_topstories)

 

I commenti al post di molti altri consulenti finanziari sembrano concordare con la visione di Harding. Cosa ne possiamo dedurre, pensando a quanto solitamente avviene nel nostro Paese dove, similmente a quanto indicato nel post, molti baby boomers tendono a non effettuare il passaggio della loro ricchezza fino… all’ultimo?

  1. Il consulente dell’Arizona si dimostra un vero professionista. Non guarda al suo interesse di breve periodo (mantenere le masse), ma alle vere necessità e al bene della sua cliente e della sua famiglia
  2. come già indicato in precedente articolo, il tema del passaggio generazionale deve essere affrontato seguendo una logica olistica. Non si tratta solo e semplicemente di capire quale sia la forma tecnica migliore da un punto di vista giuridico, finanziario e fiscale (ad esempio, meglio una polizza o un trust?), ma di comprendere, e far comprendere al cliente, l’utilità di determinate scelte
  3. il valore del denaro, in definitiva, non corrisponde al suo ammontare in valore assoluto e monetario, ma a quello che può produrre anche in termini emotivi. L’idea di alleviare lo stress finanziario del figlio della cliente, che oggi è a sua volta padre di un tredicenne, diviene ad evidenza una leva emotiva forte per agire immediatamente

 

Domanda: è secondo voi probabile che il figlio della cliente divenga cliente dello stesso advisor della madre?