Regent Street, Londra. Una leggera pioggia e luci natalizie sfavillanti. Sulla vetrina di un negozio di abbigliamento sportivo di una nota marca campeggia la scritta: never fear the forecast, non temere le previsioni. Il messaggio è facilmente interpretabile da chiunque: se anche le previsioni sono pessime (vento, neve e freddo), i nostri capi invernali ti terranno al caldo.

Ma per chi lavora nel settore finanziario, la distorsione mentale porta subito a pensare alle previsioni sui mercati, specie azionari: siamo a Londra, d’altra parte, di quali previsioni si parlerà se non di quelle sui mercati!

E allora mi sovviene una citazione attribuibile probabilmente (datemela per buona) a John Kenneth Galbraith: “L’unica funzione delle previsioni economiche è di far sembrare rispettabile l’astrologia”.

Ma sarà proprio così? In un momento di forte incertezza come quello che stiamo vivendo (dazi, guerre e geopolitica), in cui la paura dello scoppio di una potenziale nuova bolla high-tech, questa volta attribuibile all’AI, aleggia su tutti noi, è possibile che non ci si possa minimamente fidare delle previsioni degli esperti? Che proprio quello è il loro mestiere, e che giorno e notte leggono report e analizzano grafici!

Proviamo ad approfondire.

Il sito di Yardeni Research, tra le sue numerose charts, offre qualche spunto interessante.

Prendiamo l’anno 2024: lo SP500 chiude a 5882 punti. Nel grafico sottostante un elenco di previsioni fatte al 31 dicembre del 2023 da diverse case di investimento e analisti di settore, compresa la stessa Yardeni Research.

Il risultato appare deludente: nessuno si era immaginato, ad inizio anno, un livello finale così alto dell’indice.

Simile situazione l’anno precedente, con un SP500 che chiude a 4770, e con tutte le previsioni al di sotto di tale livello, sebbene alcune non tanto distanti. Ok, lo SP500 ci riserva sempre delle inaspettate sorprese.

Ma che dire dell’anno precedente ancora, il terribile 2022. Qui la situazione si ribalta completamente, con un SP500 che chiude a 3840 punti e previsioni a fine 2021 che arrivavano invece fino a 5330 punti. Non un bel responso per gli esperti del settore.

E quest’anno, come sta andando?

Tutto sommato un po’ meglio. Siamo ormai agli sgoccioli dell’anno e l’indice gira intorno a 6600-6800 punti. Le previsioni di fine 2024 non erano poi così lontane dall’attuale situazione, per quanto il range delle stesse non è di poco conto: si va da 6000 a 7100 punti.

In definitiva, come scherzosamente ripeto al prof. Paltrinieri di Verona, scimmiottando la cadenza veneta: no ghe daghe i view, cioè non dargli (ai consulenti o a chicchessia) le view (di mercato), nel senso di non esporti mai sull’andamento dei mercati azionari.