Nella foto: Max Biagi stabilisce il nuovo record di velocità (408 km/h) con una Voxan Wattman elettrica

In un articolo di inizio Marzo 2020 avevamo illustrato 4 trend per i prossimi 80 anni, coronavirus permettendo. Arrivata, e speriamo a breve superata, la seconda ondata di contagi, quali fenomeni sono emersi dalla pandemia, o sono stati dalla stessa accelerati, che potrebbero influire sulle nostre vite future indipendentemente dall’efficacia dei vaccini che iniziano a circolare?

Prova a dare una risposta il World Economic Forum, riportando sul suo sito un notevole numero di approfondimenti al riguardo. In particolare viene indicato come 5 trend, in realtà già presenti prima della crisi sanitaria, siano stati fortemente accelerati da quanto accaduto in questo annus horribilis. Vediamo di che si tratta.

Partiamo dall’utilizzo della tecnologia. I periodi di lockdown vissuti nei principali paesi sviluppati hanno ulteriormente accentuato la nostra dipendenza – per ragioni di lavoro, di svago o di semplice contatto personale – da apparecchi quali computer, tablet, smartphone, e piattaforme abbinate (zoom, teams, webex, skype). In particolare è il “telefono intelligente” (quello che nella mia senile cocciutaggine insisto a chiamare “cellulare”) che ha preso il sopravvento.

Nella figura sottostante viene indicato (per gli USA) l’incremento del numero medio di ore trascorse a digitare su diversi devices tra il 2008 e il 2018. Come si può vedere, mentre il computer perde leggermente di importanza, il tempo passato al telefono si incrementa di 12 volte.

 

Con la pandemia le cose non potevano che peggiorare; o migliorare a seconda delle opinioni. In particolare, il 44% dei teenagers dichiara di passare ben più di 4 ore al telefono[1]. Come diceva la famosa pubblicità (ecco che ritorna la mia senilità) una telefonata ti allunga la vita. Ma qui non stiamo più parlando di amorevoli scambi di lusinghe tra giovani: si tratta di un’intera vita che ruota intorno a questo supporto divenuto allungamento bionico della nostra mano (lavoro, svago, acquisto di biglietti aerei, navigatore, social, televisione portatile, ecc..). Vi è mai capitato di uscire di casa scordandovi di portare il telefono? Praticamente persi!

Un secondo trend attiene alle abitudini di acquisto e alla cosiddetta consumer economy. Lo shopping fisico diviene sempre più impegnativo (uscire di casa, magari spostarsi in macchina per diversi km, trovare parcheggio, mettersi in fila, accedere a negozi previo controllo della temperatura corporea e indossando la mascherina), quello on line sempre più agile (compri oggi e ti arriva il tutto domani).

E anche i metodi di pagamento si stanno velocemente modificando: pagare contactless anche un caffè diverrà l’abitudine. Giusto per dirne una: circa il 50% dei consumatori sembrerebbero disposti a spendere più soldi (contactless) se ciò comporta di non dover parlare con il commesso o la commessa di turno.

Per quanto attiene allo E-commerce, basta guardare la crescita delle subscription revenues di Amazon, passate da $1.5B nel Q3 2016 a $6.6B nel Q3 2020. La crescita della penetrazione dello E-commerce (negli USA) è stata ampiamente rivista verso l’alto dopo l’avvento della pandemia (figura sottostante)

 

L’andamento della globalizzazione rappresenta un altro trend su cui occorre riflettere. Per molti anni, come mostra la figura sottostante, la crescita del commercio internazionale è risultata esponenziale rispetto alla crescita del GDP. Poi è arrivata la crisi finanziaria del 2008 e l’inizio di un periodo di intensa guerra commerciale, specie tra USA e CINA.

Ora, è facile intuire come il commercio internazionale sia stato fortemente intaccato dalla pandemia. Ma più interessante, a nostro avviso, è l’andamento di altri fattori che possono comunque essere considerati indicatori di globalizzazione. Non si muove solo la merce, ma anche i capitali, le persone e l’informazione.

Nell’infografica sottostante è ben evidente come la globalizzazione dell’informazione (più o meno distorta) sia ormai da anni il trend da attenzionare. Ed inoltre tra prodotti fisici veri e propri, e servizi immateriali, sono questi ultimi che crescono maggiormente nell’ambito del commercio internazionale.

Infine, due ultimi trend che la crisi ha ulteriormente accelerato. Da un lato, la crescita delle ineguaglianze e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi – già trattata, quest’ultima in precedente articolo – è evidente dalla figura riportata di seguito.

Dall’altro, il cambiamento epocale introdotto dallo sdoganamento dello smart working (e anche su questo abbiamo già ragionato)

 

Quali conseguenze trarne?

Gli effetti e le conseguenze dei 5 trend di cui sopra sono molteplici. Si va dagli impatti sul nostro modo di vivere, all’andamento dei consumi e dei prezzi, alle nuove opportunità di investimento e, di contro, alla ineludibili fine, o almeno arretramento, di alcune business.

In termini di pianificazione finanziaria – argomento a noi caro – occorrerà comprendere quanto e come si modificheranno le necessità e gli obiettivi di vita delle nuove generazioni, e come le abitudini di acquisto, anche ed in special modo di servizi di consulenza finanziaria, saranno influenzate dal maggior utilizzo della tecnologia (si veda al riguardo nostro altro articolo).

L’importante, come sempre, è stare al passo con i tempi

 

 

[1] Se vi interessa provate a controllare voi stessi sul vostro smartphone: ci sarà sicuramente un app o una impostazione che vi indica quante ore al giorno lo usate.

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